TRUTH xxx
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Vene di marmo. Vene di marmo nello specchio. Solo questo. L'altro, tu ed il resto e' superfluo, come la luce, come la notte. Fuori non mi tocca piu' nulla, essere sopravvisuti a te e' come morire di sonno e di sogni. Come non riposare da una vita e poi svegliarsi in una foresta di pioppi: scossi dal vento, lentamente cullati nell'aria, nell'aria piu' bassa vicino alla terra, quella che sa di muschio. Muschio lontano perso in qualche Natale. A volte i segreti sono troppo grandi ed uccidono: gente, paesi, amori. C'e' chi ama il rischio e chi rischia per essere amato. Sola il giorno dopo. Un odore diverso mi ricorda il passaggio del tuo corpo sul mio e la distrazione romantica, qualche livido. Sola. Non sei mio, non posso obbligarti a rimanere... a rimandare. Nessuno e' stato mio fin'ora. C'e' chi si perde fra i boschi, chi nelle strade, o sotto i ponti. Io non so' piu' dove camminare per fuggire da questo bisogno. Ed allora... cullami. Scricchiolano le travi sopra la nostra voce... fremi? Io tremo. Per poche ore di passione piangero' settimane, stringendomi nel cappotto. Forse pensando al tuo, al tuo odore, ai tuoi capelli ed alle tue labbra. Forse ricordandomi una tua fotografia, da bambino: serio coi pugni chiusi e gli occhi fissi, sottili e strette quelle labbra scontrose...
Caldo.