16.10.08
10:01 PM
Breve scorcio di una mattinata storta
Questa mattina il cielo arancione, un camion fermo in mezzo alla strada, traffico e vento. L'autunno striscia per la provinciale e fa impazzire i semafori sempre sul giallo forse per adattarsi anche loro al colore del primo sole. Palazzi dietro il cavalcavia, rumorosi di treni che sfrecciano. Poi semplicemente, tu. Da due giorni ti vedo. Tu non vedi me.
Il primo giorno ho pianto, perchè volevo lasciare la macchina, piantarla in mezzo all'incrocio, uscire dal finestrino e correrti incontro. Dirti: "Chiamami, perchè non lo fai più?" Poi stavo per investire dei ragazzi che attraversavano la strada. Dall'altra parte una macchina, ed un altro dell'allegra compagnia che rideva, li chiamava ed agitava la mano. In mezzo alla strada solamente io, con la bocca spalancata.
Questa mattina nuovamente. Ma ho fatto finta di nulla, nonostante il trasporto eccezionale abbandonato in mezzo alla corsia. Dal tuo canto, hai sbirciato cosa succedeva, spettinato e mezzo addormentato. Eri di una bellezza spaventosa. Almeno, io ti vedevo così. Davanti a te, davanti a quello spettacolo imprevisto, il sole, meravigliosa palla di specchi rossa che si alzava dai palazzi e poi ancora dietro dalle colline. I primi cinque minuti di un mattino storto. Mi sono ripromessa di non cercarti più e nemmeno stasera o domani, lo farò. Di non bere. Di non fare nulla. Nemmeno aspettare. Stanotte mi da fastidio ogni voce. E purtroppo sono appena le dieci.
Etichette: Appunti nascosti